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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…
Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari. Chiamai da Rio de Janeiro
un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.
Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas
una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!
La hotel prenotata si trovava a Morumbi,
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quartiere bene di San Paolo
. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’ italiana…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.
Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.
Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.
Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.
In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio) Falling Down video
è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.
Dentro a questo “quadrato di cemento” non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.
Per la cena avevamo appuntamento con un manager in un ristorante tipico brasiliano.
Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.
Una giornata a Rio de Janeiro
Come vi dicevo alla fine dell’articolo precedente il mio sogno era quello di ritornare a Rio de Janeiro città meravigliosa come dicono gli abitanti di Rio de Janeiro. L’occasione venne quando lessi un inserzione su un giornale di turismo.
Presi l’occasione al balzo e contattai da prima gli amici che abitano in Brasile e poi l’agenzia di viaggi, feci il biglietto. Partii un giovedì dopo Pasqua con il primo volo da Venezia per Rio de Janeiro via Roma.
Purtroppo a Roma successe un inconveniente, l’aeromobile destinato a portarmi nella mia Rio de Janeiro si guastò e quindi la compagnia aerea dovette spostare il volo di circa 3 ore.
Arrivai a Rio verso le 23.00 ora locale e ad aspettarmi a Rio c’era un vecchio amico che mi accompagnò all’ hotel nei pressi di Copacabana. Volli soggiornare a Copacabana per vedere la differenza tra un quartiere glamour come Ipanema The Family Stone hd The Over-the-Hill Gang psp e quello cosmopolita Interstate 60 film di Copacabana
.
Come arrivai all’ hotel depositai i bagagli in camera e non ebbi
il tempo di disfarli per andare a cena per entrare subito in sintonia con la metropoli. Però il quartiere ove soggiornavo non era come Ipanema dove alla sera si può uscire e camminare. Joao amico di vecchia data mi disse “Alberto, Copacabana non è come Ipanema bisognerebbe stare un po’ più attenti a mezzanotte.” Gli risposi “ma ho fame!”
Allora andammo in locale dietro al Meridién a pochi passi dall’ hotel dove alloggiavo.
Finimmo di cenare e mi riporto in hotel.
La mattina seguente ci trovammo presto perché dovevo visitare le meravigliose bellezze che non avevo visto la prima volta a Rio.
Joao arrivo in hotel per far colazione assieme. Come sempre gli abitanti di Rio sono in ritardo.
Finito di far colazione andai in stanza per prendere la macchina fotografica per immortalare le bellezze.
Partimmo dall’ hotel alla volta del Pan di Zucchero
Arrivammo sotto alle due colline collegate tra loro da una teleferica.
Durante la salita al primo colle dove è sito un ristorante e un belvedere dove alla sera si gode una vista romantica sulla spiaggia di Flamengo
Proseguimmo la salita con la seconda teleferica per arrivare al punto di alto di Rio de Janeiro. Purtroppo c’era nebbia o foschia mattutina quindi non si vedeva bene il panorama.
Però durante l’ultima salita la nebbia si disciolse e come d’incanto si apri sotto e davanti a noi un panorama da rimanere esterrefatti. Sotto di noi si vedevano le spiagge che circondando i due colli.
Dovete sapere che oltre a Flamengo dall’ultimo colle si può vedere le spiagge di Copacabana e
quella militare di Urca ed il secondo aeroporto di Rio de Janeiro. In cima al colle se si vuole si può affittare un elicottero per una visione suggestiva di Rio dall’alto
Tornati alla partenza prima di riprendere il taxi per recarsi al Corcovado Joao mi offri una agua de coco. Bevanda naturale dissetante e sempre fresca.
Durante il tragitto Joao mi domandò se voglio andare su con la macchina oppure con la cremagliera. Gli dissi che preferivo la cremagliera visto che faceva già caldo ed era una bellissima giornata e dentro di me gustavo già il panorama prima di arrivare su al Cristo Redentore.
Arrivammo alla stazione dove parte il trenino, smontammo dal taxi e come chiusi lo sportello dell’auto fummo assaliti dalle guide turistiche che volevano salire con noi e farci da ciceroni durante il tragitto e su al Cristo Redentore.
Riuscimmo a superare le guide grazie a Joao. Si mise a parlare portoghese con me e superammo l’ostacolo.
Rispetto alla prima volta notai che avevano aperto un piccolo museo appena dentro la stazione.
Decidemmo di entrare mentre aspettavamo la partenza del trenino. Dentro al museo c’erano foto della costruzione della cremagliera e della posa del Cristo.
Alla fine del giro all’interno del museo partimmo per la salita che dura circa 30 minuti in mezzo al fresco della foresta metropolita di Rio de Janeiro.
Arrivati alla sommità trovammo una lieta sorpresa, ovvero un scala mobile che ci portava su al Aufzeichnungen zu Kleidern und Städten ipod
Cristo saltando tutti i negozietti di souvenir.
Fatto un giro veloce ed alcune foto ci recammo in un chiostro a bere un guarana (bibita tipica brasiliana) per il caldo che faceva.
Abbiamo lasciato il chiostro verso l’una per dirigersi a Ipanema dove avevamo appuntamento con altri amici per pranzare.
Arrivato a Ipanema pensavo di andare a pranzare nel noto ristorante dove Jobin, cantautore brasiliano scrisse la famosa canzone Garota de Ipanema. Invece no andammo a pranzare presso un ristorante italiano il Satirycom.
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Il proprietario e gestore è italiano.
Dovete sapere che in Brasile si può pranzare da mezzogiorno fino a tarda notte..
Noi ci alzammo alla fine del pranzo che erano circa le 17.00 e ci dirigemmo a piedi verso la spiaggia e la Avenida Viera Souto che sarebbe la strada che costeggia la spiaggia.
Alla fine della passeggiata ero esausto perché era dalla mattina che giravamo ed il fuso orario si faceva sentire (che in Brasile varia da -3 ore a -5 ore rispetto l’ora di Roma) decisi di starmene in hotel ed andare a letto presto, poiché l’indomani dovevo svegliarmi presto per finire le escursioni iniziate e non finite.
Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…
Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari.
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Chiamai da Rio de Janeiro un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.
Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas una domenica sotto un diluvio tropicale
. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!
La hotel prenotata si trovava a Morumbi,
quartiere bene di San Paolo. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli Audie & the Wolf trailer un po’ italiana…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.
Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante
allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.
Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.
Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.
In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo Breaking and Entering film la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio)
è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.
Dentro a questo “quadrato di cemento”
non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.
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Per la cena avevamo appuntamento con un manager in un ristorante tipico brasiliano.
Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.
Ho sempre immaginato di andare in Irlanda in primavera, con tutti i prati fioriti e i giardini di Dublino pieni di colori… e invece, per tanti motivi, ho deciso di passarci il Capodanno.
Non mi ero informata molto sul tempo che avremmo trovato, solo così una ricerca veloce su internet nei soliti siti, tanto per vedere le temperature, e già la prima piacevole sorpresa… c’erano molti più gradi di Milano!
Siamo partiti il 30 Dicembre 2006 con -5° e la neve a Bergamo, e nel giro di poche ore eravamo a 10°… sembravano tantissimi!
La mattina seguente, dopo aver affittato l’auto e fatto un po’ di prove nel parcheggio per la guida a Sinistra, siamo partiti per il nostro viaggio di 10 giorni alla scoperta dell’Irlanda del Sud/Ovest.
Prima tappa Cliff Of Moher!
Il tempo in Irlanda è molto variabile, siamo partiti la mattina col sole, poi un po’ di pioggia e poi arrivati sull’Oceano un vento strepitoso!! Così forte non l’avevo mai sentito, un vento così tirato…l’oceano era davvero mosso, forse non era al massimo della potenza, ma per me, abituata al Mediterraneo è stata una emozione forte, e per me che avevo sempre visto le immagini delle scogliere in piena estate e spesso con il mare calmissimo scoprirle con un clima così diverso è stato quasi Magico.
Il rumore che genera l’oceano è quasi assordante, anche quando è calmo, il riflusso delle onde ha una potenza che solo quando sei li di fronte ti rendi conto di che forza possa avere quella massa infinita d’acqua… figurarsi quando vedi le onde alte!!
E sulle scogliere le onde si infrangevano con una forza da alzare degli spruzzi per centinaia di metri
.
Che dire l’inizio della vacanza non poteva essere più bello! Siamo rimasti a prendere il vento circa 2 ore, anche affascinati dall’essere nel punto più a Ovest dell’Europa e avere di fronte a noi l’America. Sembravamo ipnotizzati… poi storditi e infreddoliti abbiamo lasciato le scogliere e diretti verso Cork e alla Prima Guinness
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della Vacanza!
Marica Astazi
www.agenzia-vacanze.com
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Solo acqua, vento, caldo e ghiaccio: una ricetta semplice che si è trasformata in un architetto paziente e geniale! La roccia calcarea di colore prevalentemente rosso si è prestata, anno dopo anno, a farsi modellare ed oggi guglie e pinnacoli si alzano, frastagliati, a formare un anfiteatro d’impressionante impatto.
Tutti ci avevano consigliato di puntare la sveglia alle 4 del mattino, per approfittare del lento sorgere del sole e godere appieno del risveglio della valle di Bryce.
Il nostro lodge era perfetto, vicinissimo al punto di osservazione consigliato per il “sun rise”. Anche se stanchi del viaggio, abbiamo accolto con eroicità lo squillo insistente ad un orario in cui anche i galli ancora dormono! E… disdetta, tremenda disdetta, il cielo era coperto da invadenti nuvole!!!
Pazienza, ci siamo vestiti e avviati lungo il sentiero: “qualcosa si vedrà” ci dicevamo, e poi visto che ormai eravamo svegli…
Per nostra consolazione non eravamo soli, anche gli altri avventori avevano evidentemente ricevuto gli stessi consigli e ci accompagnavano a vedere un’alba che non avremmo visto.
Non oso pensare come sarebbe stato… le nuvole non hanno certo potuto nascondere la bellezza e la maestosità del luogo! Ci siamo ubriacati di vastità! All’orizzonte una corona d’alberi incorniciava una valle rossa, ininterrottamente popolata di torri e castelli e campanili e pareti… come uscite dalla mano dei bimbi che sul bagno asciuga giocano con la sabbia intrisa d’acqua innalzando i merli e le fortificazioni dei loro castelli.
Abbiamo percorso il sentiero e ci siamo fermati nei vari punti d’osservazione. Abbiamo fatto belle foto (le ha fatte Gianni). Una è la composizione di più foto che abbraccia un ampio orizzonte: ne abbiamo fatto un poster che ho incorniciato ed appeso nello studio!
Finito il giro e constatato che le nuvole ci avrebbero accompagnato per il resto della giornata… siamo tornati a rifugiarci sotto le coperte!
Buon viaggio!
Elisabetta Colona
www.elisabettaviaggi.com
elisabetta.colona@evolutiontravel.it
Australia: l’ altra parte del mondo, un altro mondo, fatto di mille esperienze diverse, ognuna fantastica ed unica. Iniziamo con descriverti in breve l’ esperienza natura che potrai provare nel mitico Nothern Territory.
Questo è un vasto territorio, dobbiamo pertanto fare una scelta, raccontandoti cosa può significare vivere davvero i parchi e la natura in genere, che qui si manifesta prepotente.
Prima però, ci è dovuto un accenno sulla popolazione locale
: noi siamo assolutamente rapiti ed estasiati dalla realtà aborigena che puoi incontrare nel Kakadu National Park e nell’ Arnhem Land
, vogliamo quindi per un attimo farti volare con la fantasia in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, lontano da tutto, oggi come millenni fa. La testimonianza di cultura aborigena Godzilla vs. Ghidorah the Three Headed Monster trailer
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che più ci colpisce è l’ arte rupestre Shallow Grave hd , viscerale, simbolica, colorata; devi assolutamente visitare alcuni siti antichissimi che si
trovano nel parco, oppure puoi balzare rapidamente ai nostri giorni, visitando una delle tante gallerie d’ arte, o meglio ancora assistere al lavoro degli artisti nelle varie comunità di questa terra, in questo caso un
piccolo viaggio per gli occhi che diventa un grande viaggio nell’ anima.
Seguite ora insieme a noi le orme degli aborigeni, tra panorami sorprendenti Trois 3: The Escort move , per andare alla ricerca di piante medicinali, imparando insieme a loro anche a cucinarle, piccoli segreti svelati a noi viaggiatori curiosi ed attoniti. Ecco, ora ci attendono barche per discendere fiumi verso luoghi incredibili e grandi sensazioni, di pelle e di cuore. Immagina un lento scorrere, meglio all’ alba o al tramonto; tra una moltitudine di specie faunistiche, ecco spuntare tra palmizi, a fior d’ acqua, pesci insoliti, uccelli migratori e.. coccodrilli, celati da grandi ninfee, in specchi d’ acqua solo apparentemente immobili e sonnacchiosi. Niente paura, solo meraviglia, siamo a Yellow Water.
Kakadu è parte del Patrimonio Mondiale dell’ Umanità e non poteva che essere così, infatti oltre all’ incontro con gli aborigeni e la fauna stupefacente, qui ci attendono anche cascate, come quelle di Jim Jim, che
dobbiamo fieramente conquistarci a piedi, o quelle di Gunlom, dove concederci una chicca: un bel bagno ristoratore nella piscina naturale formatasi sulla sommità. E poi scarpate rocciose che formano canyon
maestosi e tanti percorsi avventurosi
tutti da provare, idealianche per una delle nostre passioni ovvero il fuoristrada
. D’ obbligo la notte in camp sotto il cielo stellato The Iron Giant movie download
, dall’ orizzonte immenso e ricurvo, noi non la perdiamo di certo, e ti suggeriamo di restare per goderti questo spettacolo.
Spostiamoci ora in un’altra regione del Northern Territory, il Katherine
Neil’s Party psp , arriviamo a fiumi e corsi d’ acqua che serpeggiano tra gole e cascate, paesaggi immensi e svariati ecosistemi, qui possiamo davvero divertirci tra percorsi in canoa o trekking, oppure bagni in calde sorgenti naturali e termali. Allora, da dove iniziamo, “testa o croce”? Il Katherine, all’ interno del Nitmiluk National Park Half Light divx
, ci riserva un’ ulteriore piacevolissima sorpresa, ovvero Katherine Gorge, un insieme emozionante di 13 gole scavate nella roccia dal fiume Katherine, come descrivertele? Ci basta chiudere gli occhi per avere davanti un’ immagine
unica: impressionanti pareti scoscese ed impervie, con bianche spiagge ai loro piedi, un panorama unico che personalmente amiamo osservare con un sorvolo in elicottero, perché non provarci?
L’ Australia è in realtà come un grande libro avvincente dove puoi sempre sentirti il protagonista, questa è solo la prefazione, ti aspettiamo quindi per proseguire il viaggio insieme a noi nei prossimi “capitoli”.
Sabrina Bignotti e Angelo Tarallo
Ero un po’ eccitata…con la mia telecamera in una mano e la mano di Gianni nell’altra… mi guardavo intorno, rapita dal panorama e pronta allo spettacolo… avevamo sotto di noi un rincuorante tappeto verde ed in lontananza si vedeva una vetta innevata… poi il salto! Non è facile descrivere l’emozione: all’improvviso il tappeto era sparito e al suo posto quasi 2000 metri di dislivello! L’elicottero ha in breve guadagnato il centro del canyon è si è diretto a nord, verso la confluenza fra il Colorado e il piccolo Colorado, dove l’acqua forma un vortice di colori rosso, giallo, verde, azzurro. Il vento ci faceva ondeggiare ma gli occhi restavano puntati in basso allo spettacolo più straordinario che avessero mai visto!
Sorvolare in elicottero il Gran Canyon è stato il nostro personale “regalo di nozze”, il battesimo del volo che rifarei mille volte! Un ora di spettacolo, con il naso schiacciato sulle pareti trasparenti della cabina (nel frattempo avevo passato la telecamera a Gianni… ed ero libera di godermi il panorama)!
Con la cuffia ascoltavamo le spiegazioni della guida (registrata) e del pilota: che un solo fiume possa aver creato una scenografia così imponente resta per me una meraviglia. Fra l’altro oggi il Colorado è il fantasma di quello che era un tempo, dopo che è stata costruita la diga che ha formato il lago Powell, e la domanda “come è possibile?” ha ancor più ragione d’essere.
Abbiamo risalito il Canyon principale, poi abbiamo sorvolato la sponda Nord infilandoci nelle anse più grandi, siamo poi passati sui boschi nord, di cui una parte devastata dal fuoco, e di nuovo un tuffo nel canyon, prima di avviarci carichi di emozione ed entusiasmo all’eliporto.
All’atterraggio ero talmente “stordita” da dimenticarmi la borsa in elicottero!!!
Solo dopo essere atterrati abbiamo preso la macchina e ci siamo affacciati al canyon dai camminamenti sapientemente costruiti lungo il ciglio sud. Il sito è decisamente ben attrezzato con cartine, pannelli che raccontano geografia, storia ed aneddoti, e una navetta accompagna gli avventori da una piattaforma alla successiva.
Abbiamo visto il canyon cambiare colore… mentre il sole si abbassava e le ombre si allungavano, le pareti illuminate hanno preso fuoco! Spettacolo nello spettacolo!
Buon viaggio!
Elisabetta Colona
www.elisabettaviaggi.com
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Malè Nord – Asdu: microatollo circondato da un meraviglioso reef, acque cristalline realmente da cartolina, popolate dai più incredibili pesci, con i colori dell’ arcobaleno, e da coralli multiformi. Natura incontaminata, uccelli ed altri simpatici animali di varie specie, solo 30 bungalow sulla sabbia a due passi dal mare… Per noi un sogno: il nostro viaggio di nozze!
La struttura che abbiamo scelto è molto semplice ma ideale per vivere davvero le Maldive. E’ necessario avere un minimo di spirito di adattamento e amarei i luoghi semplici, ma si è ben ripagati dalla suggestione del luogo. Ad esempio qui i bungalow sono arredati in maniera spartana, non hanno l’ acqua calda, niente finestre ma solo imposte, ventilatore a pale a soffitto, ma tutto questo crea un fascino particolare: per qualche giorno si dimenticano comodità o frenesie che a casa ci paiono imdispensabili, s’ impara a “vedere” e godere delle piccole-grandi cose che cicircondano, e la posizione ed il panorama sono a dir poco invidiabili, una sensazione di pace e armonia unica davvero, per capire al meglio queste piccole isolette. Le persone
inoltre sono davvero molto cordiali, disponibili e sempre sorridenti, ed il cibo abbondante, vario e gustoso. Sorrisi e sapori difficilmente scordabili!
L’ esperienza che comunque rimarrà sempre nel cuore è lo snorkeling The Village divx in questo acquario naturale sorprendente: l’ incontro ravvicinato con i pesci
pappagallo, napoleone, palla, trombetta, la tartarughe, gli squaletti e un’ infinità di altri tipi dai colori più sgargianti e le forme più buffe, già a poche bracciate di nuoto dalla riva (e ancor più gli amanti del diving qui trovano davvero un paradiso).
L’ accecante sabbia bianca, finissima, formatasi dal frantumarsi secolare dei coralli, l’ acqua trasparente, turchese che verso l’ orizzonte diventa blu cobalto.
Il tramonto
, un’ immagine da ricordare, sfumature rosee, purpuree, dorate
, la grande palla del sole che lentamente si tuffa nel mare all’ orizzonte..
Il verde sgargiante delle palme e delle svariate piante
protese verso il cielo azzurro intenso, il bianco delle piccolissime orchidee stellate, dal profumo inebriante
, come il cocco rinfrescante.
Ah, quante emozioni, che altro dire? un viaggio da provare!
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Sabrina Bignotti e Angelo Tarallo
sabrina.bignotti@evolutiontravel.it
www.servizituristici.net
Maceiò si trova nel Nord Est del Brasile, ed e’ considerata dai Brasiliani una delle piu’ belle localita’ turistiche.
Da qualche anno e’ stata scoperta anche dal turismo internazionale.
Con l’ampliamento dell’aeroporto, la crescita dei turisti provenienti da tutto il mondo e’ in continuo aumento.
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Dall’Italia ci sono collegamenti diretti con voli charter e voli di linea con scalo a Lisbona o San Paolo.
In loco sono presenti numerose strutture turistiche, una di queste e’ il Villaggio Pratagy del Tour Operator Viaggi del Ventaglio.
Maceio’ e’ una localita’ meravigliosa con una qualita’ che la rende unica…il sole splende tutto l’anno!
Ha un clima tropicale in una posizione strategica del Brasile, e’ affacciata sul mare Atlantico, ed ha una temperatura media annua intorno ai 27 gradi!
Nel periodo “invernale” (media giornaliera 25 gradi!!!) i brevi acquazzoni rinfrescano l’aria e vengono spazzati via velocemente dai venti dell’atlantico.
Associare il sole con Maceio’ e’ la normalita’ per un Brasiliano a tal punto che e’ stata dedicata una canzone molto simpatica che ha come ritornello le seguenti parole: “…Saudade do sal, do sol de Maceió…” download Find Me Guilty movie
Questo ritornello lo trovate come colonna sonora in molti video su You Tube.
Un giorno volevo riascoltare questa canzone e mi sono messo a fare una breve ricerca su internet..
..il risultato e’ stato incredibile!
Mi ha entusiasmato Snow Dogs download A American in Parisn video Burn After Reading dvd vedere come persone diverse da tutto il mondo provano le stesse sensazioni riguardo questa localita’, esprimendole, ognuno a suo modo, con foto e video.
Maceio’ non e’ solo spiagge e mare ma molto di piu’. Cultura, storia e divertimento sono ulteriori elementi che la rendono fantastica!!!
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Gabriele Carenzi
gabriele.carenzi@evolutiontravel.it
www.viaggi-vantaggi.com
Ci sono due occhioni che mi guardano… mi sento osservata… muovo la mano e gli occhi la seguono… dieci minuti di giochi fra me e la giovane foca, ultima arrivata nella vasca dell’acquario. Io vado in brodo di giuggiole, saltello come una ragazzina… la foca gioca con me! Sarà questione di parentela, mi dico, allora un motivo c’era se i miei genitori mi hanno soprannominato “la foca” fin da quando mi hanno messo in acqua per la prima volta! E l’amore e la passione per il mare e tutto quello che contiene e che nasconde sono cresciuti di giorno in giorno.
Per questo, finalmente, ho organizzato il tanto agognato viaggio a Genova per poter ammirare l’acquario. Ne avevo visti altri, Barcellona e Valencia, ma confesso che questo mi è sembrato più bello. Non per sano patriottismo, ma per la dimensione umana che fa da filo conduttore dell’affascinante percorso nel mondo sommerso… in quello che di tale mondo conosciamo, almeno.
Varcata la soglia, sei accolto da un ambiente soffuso, in cui luci e suoni richiamano il mare… Il benvenuto ufficiale è affidato alle signore meduse, degne padrone di casa con le loro vesti iridescenti quasi si preparassero per una serata di gala. Poco dopo, la dura realtà della crudeltà umana è mostrata nella sala dedicata ai grandi mammiferi marini: si ode il loro richiamo e il loro pianto, mentre dalle teche si affacciano pregiati manufatti…
Subito dopo le mie cugine foche riportano lo sguardo sulla giocosità della vita nell’acqua. E poi pesci di ogni forma e dimensione, crostacei, anfibi e chi più ne ha più ne metta: dagli squali grigi alle murene, dai pesci trombetta ai cavallucci marini…
Ma l’acquario di Genova non è solo profondità marine: ci sono coccodrilli, rane pomodoro, camaleonti… Avete mai provato l’emozione di essere circondati dai colibrì? Beh, io ne sono rimasta affascinata: una sala “arredata” a foresta con una ventina di colibrì che ti sfrecciano accanto, assordata, nel silenzio generale, dal fruscio delle loro ali! Meraviglioso!
Simpatica anche la trovata della sezione del disneyano Nemo, dove sono concentrati tutti i protagonisti dell’ultimo successo di animazione. E poi la vasca delle razze che si lasciano avvicinare e accarezzare!
E i delfini? Possiamo dimenticarci forse di loro?!?!
Si percepisce il mio entusiasmo?
Sono state due ore di continua sorpresa e ammirazione, eccitazione e sbigottimento!
Buon divertimento!
Elisabetta Colona
www.elisabettaviaggi.com
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