Archivio per la categoria: 'Thailandia'
C’è un posto nel mondo dove almeno una volta nella vita abbiamo voluto essere. Un posto che abbiamo sempre sognato, visto lontano, ma che finalmente si stava avvicinando.
Il sole e l’acqua del mare pizzicavano la mia pelle già ustionata nei giorni precedenti, ma lo spettacolo che avevo davanti ai miei occhi era troppo bello per non gustarmelo fino in fondo. Ero in piedi sulla prua del traghetto, vento, sole e acqua addosso, ma a pochi km di distanza rocce calcaree ricche di una vegetazione fittissima si incastonavano in acque color turchese e mi preannunciavano lo spettacolo che da lì a poco avrei vissuto.
Ero arrivato alle Phi Phi Island.

L’arcipelago è formato da due isole, la più grande Phi Phi Don che è anche l’unica abitata e ha un strana forma a farfalla e Phi Phi Leh più piccola, disabitata perchè riserva naturale. Sull’isola è in parte ancora evidente il passaggio dello tsunami arrivato due anni prima; lo si può notare dalle numerose palme abbattute, dalle foto che ricordano precedenti strutture presenti, ma ad oggi tutto è stato ricostruito e l’isola ha ripreso la sua bellezza, alcuni dicono che è ancora più bella perchè il passaggio dello tsunami l’ha ripulita in tutti i sensi. L’isola di per se offre poco, un piccolo centro molto caratteristico, poche strutture (noi abbiamo optato per le ben più caratteristiche ed economiche guest house), alcuni ristoranti, e numerosi bar affacciati al mare dove le persone ogni sera si ritrovano per gustarsi un aperitivo e ascoltare della buona musica con una cornice unica sullo sfondo. E’ un qualcosa di veramente indimenticabile e che rimarrà indelebile nella mia mente. Per il resto poche attrazioni e divertimenti, ma le sue spiagge, il suo mare e la natura che le circondano sono talmente impressionanti che vale assolutamente la pena fare migliaia di km e trovarsi in quel posto in quel momento. Per un momento caos, rumore e confusione possono aspettare.
La Thailandia è un po’ come una patria per lo shopping.
Migliaia di persone arrivano nel Paese solo con l’intento di rifarsi il guardaroba, addirittura c’è chi ci arriva solo per il weekend (cinesi e malesi su tutti), altri che vengono da più lontano arrivano con una sola valigia o preferibilmente uno zaino e tornano puntualmente con due (più la regolare multa all’aeroporto per sovrappeso).
Il perchè è semplice è sta nel fatto che comprarsi cose ad un prezzo 10/20 volte inferiore rispetto ai mercati d’origine fa gola a tutti e ormai la maggior parte degli articoli che compriamo proviene proprio da questi mercati cioè dal Sud Est asiatico…ormai il MADE IN ITALY sembra essere veramente superato soprattutto per certi prodotti.
Devo dire la verità io non sono un grande amante dello shopping, ma in un contesto del genere è impossibile resistere, poi se si è accompagnati da una donna il gioco è fatto.
Per chi però può girarsi la Thailandia in lungo e in largo sicuramente la zona migliore per fare acquisti è il Nord, meno turistico, con i prezzi più bassi e la stessa qualità dei maggiori centri turistici.
Il Nord è favoloso, è un territorio di frontiera dove la merce prodotta internamente oppure quella che arriva da fuori viene commercializzata in tutto il Paese, e in altri mercati.
Purtroppo però essendo un territorio di confine entra ed esce un po’ di tutto, talvolta anche qualcosa di illegale come l’oppio dove il Nord della Thailandia è uno dei principali mercati al mondo.
I controlli sono molto severi e rigidi, ma il traffico è pur sempre alto (naturalmente l’oppio per un contadino è molto più remunerativo rispetto al riso). Emblematiche sono le persone di questi posti con i denti erosi dall’uso dell’oppiaceo
Sono tanti i centri di maggior interesse per gli acquisti tra i quali vi voglio ricordare Mae Sai, Chiang Saen, Chiang Rai, ma il migliore è sicuramente Chiang Mai. Un intero centro città dalle 6 di pomeriggio si trasforma in un negozio a cielo aperto e dà vita ad uno dei più importanti e famosi mercati del Paese denominato “Il mercato notturno di Chiang Mai”. Centinaia di bancarelle, migliaia di persone affollano le strade fino a tarda notte.
Cosa comprare?
Un po’ di tutto, anche se naturalmente per la maggiore va l’abbigliamento, l’oggettistica e l’artigianato.
Dopo i primi minuti di studio si entra nel vivo della contrattazione, fondamentale per assicurarsi il giusto prezzo (solitamente la metà del prezzo di partenza). La merce in vendita è sempre la stessa agli stessi prezzi, qua farsi concorrenza serve ben poco visti i prezzi di partenza.
Spetta al venditore o al turista essere bravo nello strappare il prezzo migliore.
Io mi sono dedicato principalmente al mercato estivo acquistando t-shirt, occhiali da sole, bermuda e ciabatte più alcuni articoli locali come ricordo del viaggio.
Quanto avrò speso?
Il fatto che non me lo ricordo vuol dire veramente poco, basti pensare che un paio di occhiali costa circa 300 Bath una maglietta 200 Bath forse avrò esagerato con i bermuda spendendo 400 Bath.
Per chi non lo sapesse 50 Bath = 1 euro
Diciamo che oltre alla convenienza in termini di prezzo quello che più mi ha coinvolto è stato sicuramente il folclore e le usanze così particolari di un mercato posto a migliaia di Km da casa, tra colori, luci, odori e musica.
Capita poi spesso di imbattersi anche in abitanti dei villaggi che scendono dalle loro colline per dedicarsi ad attività molto più occidentali per loro, ma che il turismo ha portato anche da queste parti.
E allora li vedi con i loro inconfondibili costumi farsi largo tra la gente, richiamando la loro presenza con uno strano verso simile a quella di una rana.
Ti arrivano davanti, ti sorridono (senza denti) e ti offrono quel poco che hanno; non vogliono elemosine chiedono solo di acquistare pezzi della loro cultura e di farli conoscere al mondo.
Naturalmente non puoi dirgli di no e poi dove lo ritrovo il bracciale originale fatto da una donna Karen (quelle dal collo lungo)…..un pezzo unico al mondo!!
Nicola Paci
nicola.paci@evolutiontravel.it
Finalmente si torna bambini!! Quando meno te lo aspetti, quando parti dicendo ora sono indipendente, maturo, responsabile, torni bambino. Purtroppo si!
Era il 12 Aprile, ero arrivato a Bangkok da un giorno, vedevo la città e le persone eccitate in subbuglio, ma non ero preoccupato, vedevo gli altri ridere ed ero sereno dovevo pensare ai Buddha.
L’indomani dovetti però leggermente ricredermi.
Esco dalla nostra guest-house e via una bella secchiata d’acqua addosso… va beh che gli dici? Siamo in Thailandia
, siamo a 40° gradi, con un ‘umidità dell’80%, nel pieno dello smog di Bangkok
, cosa gli vuoi dire? Niente ti rendi conto che forse ti ha fatto un favore.
Ma qualcosa non andava e infatti presa la prima strada poco trafficata capii dove ero finito.
Era arrivato il Songkran
, il capodanno Thailandese
e questo era il loro modo di festeggiare l’inizio del 2549.
Il Songkran offre a tutti l’opportunità di sfogare le proprie frustrazioni e di trovare sollievo al caldo che ad Aprile è veramente impressionante.
Naturalmente noi turisti eravamo i più bersagliati, troppo diversi, troppo vanitosi per poter resistere alla tentazione di lanciarci una bella secchiata d’acqua.
Tutte le strade minori venivano chiuse ai lati con due grossi furgoni e nel mezzo si scatenava l’inferno.
Gente che si fronteggiava a colpi d’acqua da sopra le macchine, dalle case e dai terrazzi con secchi e pistole e poi uno strana usanza quella di spalmarsi addosso una strana polvere simile alla farina (senza pensare male).
Naturalmente i bersagli preferiti erano quei turisti che tremavano al solo pensiero di ricevere un goccio d’acqua e naturalmente erano i primi a venire tartassati.
La festa dura 3 gg dall’alba al tramonto, e quando la luce inizia a scomparire ecco che inizia il “coprifuoco”, tutti si fermano e rientrano a casa pronti per la giornata seguente.
Noi invece quella sera avevamo il pullman per il Nord del paese. Bagnati fino alla punta dei piedi ci siamo cambiati dentro il taxi… ma questa è un’altra storia.
Nicola Paci
nicola.paci@evolutiontravel.it
Se devo essere sincero dal nome tutto mi poteva sembrare al di fuori di un mezzo di trasporto, ma in Thailandia
invece è il mezzo più usato dai turisti e locali, non solo per la sua diffusione o per la sua economicità. Lo trovi infatti in ogni angolo delle città ma anche nei paesi e dopo un breve rodaggio iniziale diventa impossibile resistere alla tentazione di salire.
Esci dall’albergo, dal ristorante, dalla spiaggia e la prima cosa che fai è
quella di cercare un tuk tuk
. Per far capire meglio di cosa sto parlando pensate ad un’ape (non l’insetto) con la scritta TAXI sopra, super addobbato neanche fosse Natale, con una persona davanti che guida e due o più persone dietro che fanno da passeggeri. Ecco spiegato di cosa sto parlando.
In Thailandia se ne possono trovare di tutti i tipi più o meno articolati e particolari. E’ il suo proprietario che deve dargli il giusto look, la giusta fisionomia per attirare il turista, ma anche perchè per loro è come una seconda casa visto che passano più tempo qui sopra che in famiglia.
Le decorazioni del mezzo sono fondamentali per attirare su di loro attenzione e quindi c’è chi s’ingegna attrezzandolo con luci, fiori, radio, i più evoluti hanno anche il televisore.
La parola tuk tuk
è una di quelle che si ricordano meglio giusto il tempo di arrivare a Bangkok
, ma anche perchè tra le tante parole Thai è sicuramente quella che rimane più facile da imparare e ricordare.
Inizialmente si pensa di poterne fare a meno snobbandolo alla grande, poi ci si accorge che non si può resistere alla tentazione, e allora sei tu che ne vai in cerca perchè camminare con 40° sulla testa non è il massimo.
C’è solo un momento della giornata dove sconsiglio di prenderlo: nelle ore di punta dove il traffico rende l’aria irrespirabile dallo smog (parlo in particolare di Bangkok), meglio quindi lo skytrain
o un taxi coperto, sempre che non vogliate armarvi di una bella mascherina come la maggior parte degli abitanti.
E degli autisti che dire? fanno morire dal ridere, anche perchè ridono tutto il giorno (ma non perchè sono stupidi come molti credono), prendono la vita in modo diverso, parlano un inglese tutto loro, quindi si capisce poco quello che dicono, loro parlano e te ascolti interpretando quello che ti vogliono dire. Solamente quando è ora di pagare si fanno capire bene. A proposito non salite mai su un tuk tuk senza aver contrattato il prezzo in partenza, potreste ritrovarvi con delle brutte sorprese. Naturalmente il prezzo dal quale si parte va almeno dimezzato e se si è bravi si può anche scendere al di sotto della metà. E’ una rituale che si ripete ogni volta, loro ti chiedono 200 te gli dici 100 oppure vai da quello di fianco che te ne domanda anche 80 pur di aggiudicarsi la corsa. Loro sanno che il prezzo di partenza è almeno raddoppiato, ma non tutti i turisti ne sono al corrente quindi: perchè non provarci?!
Nicola Paci
nicola.paci@evolutiontravel.it





