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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia
seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte

del mio tempo…

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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari.

Chiamai da Rio de Janeiro

un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas

una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi, quartiere bene di San Paolo. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli

un po’ italiana

…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni

.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante

allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Dentro a questo “quadrato di cemento”

non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un

manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.

13 febbraio 2009

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Correva l’anno 2002 quando, per visionare l’hotel che un cliente doveva acquistare, ci recammo a Natal. A quel tempo, non esisteva il volo diretto per la città, infatti si doveva far scalo a Rio de Janeiro. Colsi dunque l’occasione per far visita ad alcuni amici brasiliani.

Arrivammo in tarda serata a Rio de Janeiro dove, ad attenderci, c’era il mitico Joao che non ci portò al solito hotel di Copacabana, bensì in un nuovo hotel nel quartiere glamour di Ipanema. Scelsi proprio io quella location

, perché ero stanco di soggiornare sempre a Copacabana e volevo “cambiare aria”. Il nuovo hotel era fronte Oceano nella Avenida Viera Souto, il lungomare di Ipanema, a pochi passi dall’altra famosa spiaggia di Rio: Leblan. La sistemazione era ottimale per me, mentre i miei amici preferivano la spiaggia cosmopolita di Copacabana.

Ormai si era fatta ora di cena e il quartiere di Ipanema pullula di locali famosi pronti a soddisfare l’appetito. Purtroppo, in questo caso ho dovuto cedere al parere della maggioranza e tornare a Copacabana da Marius,

nota Churascaria di pesce o carne.

All’indomani mi alzai presto perché dovevamo andare ad acquistare i biglietti per Natal. A colazione Joao mi raccontò che, un suo amico, era diventato il presidente di una nuova compagnia aerea che arrivava proprio a Natal con prezzi vantaggiosi. Feci due conti e pensai “prezzi vantaggiosi + amico di Joao = si vola gratis

” ma non era esattamente così. Partimmo per la Downtown e durante il tragitto in taxi Joao mi chiese se avevo portato il passaporto; alla mia risposta negativa Lui disse al taxi di tornare all’ hotel per recuperare quel documento. (prima disavventura).

Preso il passaporto, tornammo verso il downtown ma a causa del traffico si era intenso lasciammo il taxi e prendemmo la metropolitana.

Finalmente riuscimmo a raggiungere l’agenzia e ad acquistare i biglietti, quindi tornammo in hotel per il meritato relax.

La mattina seguente, l’orario di partenza del volo per Natal era fissato alle 10.30. Arrivammo in largo anticipo all’aeroporto per fare il check-in e per dare un’ultima occhiata alla documentazione per l’acquisto dell’ hotel. Durante l’attesa uno speaker all’altoparlante annunciò che il volo sarebbe partito con mezz’ora di ritardo; ci guardammo e pensammo “va beh mezz’ora è sopportabile!!

” (seconda disavventura). Trascorsa mezz’ora l’altoparlante riprese: “per motivi tecnici il volo per Natal verrà posticipato alle 15.30

”. Purtroppo non partimmo neppure alle 15.30 ma alle 17.00 col volo di un’altra compagnia brasiliana.

A Natal, una metropoli di circa 1 milione di abitanti, ci aspettava il proprietario dell’ hotel. Come la maggior parte delle città brasiliane anche Natal ha un sopranome: “Cidade do sol”.

Dopo cena raggiungemmo la spiaggia di Ponta Negra, fulcro della movida e della vita notturna della metropoli.

Il giorno dopo visitammo l’hotel da acquistare e avanzammo un’offerta. La struttura era in riva ad una laguna…una immagine bucolica. Era così terminato il viaggio di lavoro. Gli ultimi giorni che precedevano il rientro in Italia li dedicammo al completo relax.

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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari. Chiamai da Rio de Janeiro

un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas

una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi,

quartiere bene di San Paolo

. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’ italiana

…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante

allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.

Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.

In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo

la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio) è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.

Dentro a questo “quadrato di cemento”

non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un

manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.

Una giornata a Rio de Janeiro

Come vi dicevo alla fine dell’articolo precedente il mio sogno era quello di ritornare a Rio de Janeiro città meravigliosa come dicono gli abitanti di Rio de Janeiro. L’occasione venne quando lessi un inserzione su un giornale di turismo.

Presi l’occasione al balzo e contattai da prima gli amici che abitano in Brasile e poi l’agenzia di viaggi, feci il biglietto. Partii un giovedì dopo Pasqua con il primo volo da Venezia per Rio de Janeiro via Roma.

Purtroppo a Roma successe un inconveniente, l’aeromobile destinato a portarmi nella mia Rio de Janeiro si guastò e quindi la compagnia aerea dovette spostare il volo di circa 3 ore.

Arrivai a Rio verso le 23.00 ora locale e ad aspettarmi a Rio c’era un vecchio amico che mi accompagnò all’ hotel

nei pressi di Copacabana. Volli soggiornare a Copacabana per vedere la differenza tra un quartiere glamour come Ipanema e quello cosmopolita di Copacabana

.

Come arrivai all’ hotel depositai i bagagli in camera e non ebbi

il tempo di disfarli per andare a cena per entrare subito in sintonia con la metropoli. Però il quartiere ove soggiornavo non era come Ipanema dove alla sera si può uscire e camminare. Joao amico di vecchia data mi disse “Alberto, Copacabana non è come Ipanema bisognerebbe stare un po’ più attenti a mezzanotte.”

Gli risposi “ma ho fame!

Allora andammo in locale dietro al Meridién a pochi passi dall’ hotel dove alloggiavo.

Finimmo di cenare e mi riporto in hotel.

La mattina seguente ci trovammo presto perché dovevo visitare le meravigliose bellezze che non avevo visto la prima volta a Rio.

Joao arrivo in hotel per far colazione assieme. Come sempre gli abitanti di Rio sono in ritardo.

Finito di far colazione andai in stanza per prendere la macchina fotografica per immortalare le bellezze.

Partimmo dall’ hotel alla volta del Pan di Zucchero

Arrivammo sotto alle due colline collegate tra loro da una teleferica.

Durante la salita al primo colle dove è sito un ristorante e un belvedere dove alla sera si gode una vista romantica sulla spiaggia di Flamengo

Proseguimmo la salita con la seconda teleferica per arrivare al punto di alto di Rio de Janeiro. Purtroppo c’era nebbia o foschia mattutina quindi non si vedeva bene il panorama.

Però durante l’ultima salita la nebbia si disciolse e come d’incanto si apri sotto e davanti a noi un panorama da rimanere esterrefatti. Sotto di noi si vedevano le spiagge che circondando i due colli.

Dovete sapere che oltre a Flamengo dall’ultimo colle si può vedere le spiagge di Copacabana e

quella militare di Urca ed il secondo aeroporto di Rio de Janeiro. In cima al colle se si vuole si può affittare un elicottero per una visione suggestiva di Rio dall’alto

Tornati alla partenza prima di riprendere il taxi per recarsi

al Corcovado Joao mi offri una agua de coco. Bevanda naturale dissetante e sempre fresca.

Durante il tragitto Joao mi domandò se voglio andare su con la macchina oppure con la cremagliera. Gli dissi che preferivo la cremagliera visto che faceva già caldo ed era una bellissima giornata e dentro di me gustavo già il panorama prima di arrivare su al Cristo Redentore.

Arrivammo alla stazione dove parte il trenino, smontammo dal taxi e come chiusi lo sportello dell’auto fummo assaliti dalle guide turistiche che volevano salire con noi e farci da ciceroni durante il tragitto e su al Cristo Redentore.

Riuscimmo a superare le guide grazie a Joao. Si mise a parlare portoghese con me e superammo l’ostacolo.

Rispetto alla prima volta notai che avevano aperto un piccolo museo appena dentro la stazione.

Decidemmo di entrare mentre aspettavamo la partenza del trenino. Dentro al museo c’erano foto della costruzione della cremagliera e della posa del Cristo.

Alla fine del giro all’interno del museo partimmo per la salita che dura circa 30 minuti in mezzo al fresco della foresta metropolita di Rio de Janeiro.

Arrivati alla sommità trovammo una lieta sorpresa, ovvero un scala mobile che ci portava su al

Cristo saltando tutti i negozietti di souvenir.

Fatto un giro veloce ed alcune foto ci recammo in un chiostro a bere un guarana (bibita tipica brasiliana) per il caldo che faceva.

Abbiamo lasciato il chiostro verso l’una per dirigersi a Ipanema dove avevamo appuntamento con altri amici per pranzare.

Arrivato a Ipanema pensavo di andare a pranzare nel noto ristorante dove Jobin, cantautore brasiliano scrisse la famosa canzone Garota de Ipanema. Invece no andammo a pranzare presso un ristorante italiano il Satirycom.

Il proprietario e gestore è italiano.

Dovete sapere che in Brasile si può pranzare da mezzogiorno fino a tarda notte..

Noi ci alzammo alla fine del pranzo che erano circa le 17.00 e ci dirigemmo a piedi verso la spiaggia e la Avenida Viera Souto che sarebbe la strada che costeggia la spiaggia.

Alla fine della passeggiata ero esausto perché era dalla mattina che giravamo ed il fuso orario si faceva sentire (che in Brasile varia da -3 ore a -5 ore rispetto l’ora di Roma) decisi di starmene in hotel ed andare a letto presto, poiché l’indomani dovevo svegliarmi presto per finire le escursioni iniziate e non finite.

Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari.

Chiamai da Rio de Janeiro

un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas

una domenica sotto un diluvio tropicale

. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi,

quartiere bene di San Paolo

. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’ italiana…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante

allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.

Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.

In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio)

è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.

Dentro a questo “quadrato di cemento”

non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un

manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.

Nel lontano 1996 io ed il gruppo di amici soliti assieme alle famiglie siamo stati inviati dal papà di uno degli amici a passare Natale e Capodanno in Brasile.

Noi, tutti eccitati alla notizia di passare l’ennesimo Capodanno assieme in un paese affascinante come quello, accettammo senza esitazione e decidemmo di partire il 23 dicembre per San Paolo del Brasile. Purtroppo il sottoscritto aveva un problema di lavoro per cui li raggiunsi a Santo Stefano.

Partii da Venezia con un freddo micidiale e un’aria che tagliava le orecchie. L’aeroporto di Venezia non era come oggi: per raggiungere l’aereo ho dovuto attraversa la pista a piedi.
Arrivato a San Paolo vestito da inverno italiano pensai di morire per il caldo opprimente che trovai fuori dell’aeroporto.

Come arrivai nel terminal mi rivolsi ad un noleggio taxi per raggiungere la località di villeggiatura.

Arrivato presso Ubatuba

località nota al turismo locale della borghesia Paulista trovai la prima sorpresa: una Villa con patio e ben 8 stanze da letto con rispettivi bagni ed un salone fronte oceano!

Ognuno di noi dormiva con il compagno prescelto prima della partenza, visto che eravamo tutte coppie sposate o fidanzate.

I giorni passavano nella goliardia a girare tra la spiaggia e il centro di questa località Paulista.

Come immaginerete tra amici che si divertono fa presto arrivare Capodanno

, che in Brasile si svolge in mezzo alla musica e festeggiamenti in spiaggia ed al rintocco della mezzanotte è rito brasiliano quello di entrare nell’oceano e far da cinque a sette balzi ogni volta che arrivavano le onde.
La mia prima volta a Rio de Janeiro

Partimmo da Ubatuba alla fine del soggiorno balneare chi per San Paolo

chi per Rio de Janeiro

.

Io Scelsi di andare a Rio con altri 3 amici perché pensai: “venire il Brasile senza andare a Rio è come andare a Roma senza visitare il Papa”.
Prendemmo un taxi a nolo visto che l’autobus per Rio era tutto prenotato. Il taxi era un pick up e ci dirigemmo verso Rio de Janeiro percorrendo una strada in mezzo ad una vegetazione lussureggiante e cascate che talvolta ci attraversavano la strada. Dopo circa 5 ore di percorrenza arrivammo a Rio la “Cidade Meravilhiosa

“.
Entrammo dalla lato del quartiere più glamour della metropoli, Ipanema.
Immaginatevi la nostra eccitazione nel visitare una delle città più belle e famose al mondo.

Arrivammo verso sera e prenotammo presso un hotel consigliato dalla segretaria del papà del nostro amico.

All’indomani ci alzammo presto per visitare la città. Purtroppo dovevamo scegliere uno solo dei monumenti di Rio de Janeiro consigliati. Scegliemmo dato la vicinanza al quartiere dove eravamo.
di salire al Corcovado

e curioso come sono decisi di alzarmi presto per visitare il quartiere.
Ci sono tre modi per salire al Cristo Redentore. Il primo in automobile passando in mezzo alla Foresta di Tijuca oppure a piedi e per ultimo e più suggestivo la cremagliera.

Bene noi scegliemmo proprio la cremagliera per la salita. Ignaro di quello che pensavo di trovare lasciai la macchina fotografica sullo zaino e persi l’occasione di fare delle foto magnifiche durante il tragitto di questo trenino pittoresco.
Sceso dal trenino presi la scalinata sotto la statua del Cristo Redentore

dove si trovano i famosi negozietti di souvenir che vendono ogni cosa dalla statuina del Cristo alla maglietta di Romario (giocatore simbolo brasiliano che ci aveva sconfitto e alla finali da Pasadena 2 anni prima).

Arrivati sotto la statua immensa ci mettono in posa per le foto di rito. Poi ci girammo e come d’incanto sparì la nebbia e vedemmo nitidamente tutti i quartieri di questa bellissima città.
Purtroppo il tempo passa inesorabilmente ed era giunta l’ora di scendere e tornare in Hotel per prendere i bagagli e dirigersi verso l’aeroporto per tornare in Italia.
Arrivato in Italia sentii la mancanza di questa terra magnifica e pensai che dovevo tornarci invece no…

Alla prossima puntata!!!

Alberto Mezzalana

alberto.mezzalana@evolutiontravel.it