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C’era una volta una bellissima fanciulla data in sposa ad un ricco mercante senese. Dopo le nozze lascia la natia Cambrai e dalla Francia si reca col suo sposo alle Serre. Il ricco sposo le compra il cassero per farne la reggia della sua Ciambragina oltre che il laboratorio della sua arte fatta di capi di vestiario ornati di perle e pietre preziose, foderati di calde pellicce e drappi dorati.

Ieri li ho visti passeggiare per le vie delle Serre con indosso i loro sfarzosi abiti, accompagnati dal vescovo e dai nobili sontuosamente vestiti, da suonatori di liuto, ghironda e viella. Stavano recandosi alla Grancia per offrire – pro rimedio animae – parte dei loro beni allo spedale di Santa Maria della Scala di Siena.
La Grancia (magazzino fortificato), in origine, era il palazzo della Curia imperiale risalente all’epoca del Barbarossa. Passò poi dall’impero alla famiglia dei Cacciaconti. Sotto la dominazione di Siena fu trasformato in Grancia ad opera dell’ospedale di Santa Maria della Scala che nel corso dei secoli lo fortificò e l’abbellì.

Ogni anno, il comune di Rapolano insieme alla Pro Loco Serremaggio organizza un suggestivo “ritorno al passato”: nove giorni di festa nei quali il paese si veste dei medievali fasti.
Un servizio di navetta porta gli avventori fino alle porte della cittadella.
Varcata la porta, piantonata da due guardie munite di alabarde, entri come per magia in un’altra epoca…un tempo di dame e cavalieri, di giostre e giullari, di fanciulle e mercanti. Trovi il banco dei cambia valuta e passi dall’euro al “soldo”.

Il tempo si è fermato: ogni richiamo al nostro oggi è stato cancellato con il saggio uso di sacchi di iuta, gli edifici sono in gran parte d’epoca o restaurati con gli stessi criteri, gli abitanti del paese, tutti vestiti in perfetto stile medievale, accompagnano i cortei dei Signori, suonano e ballano in piazza, servono il vino concio e il pane povero. Guardie, tamburini e sbandieratori si scorgono ad ogni angolo delle viuzze scoscese di un paese sorto attorno alla fortezza bizantina.
Immancabile il mercato degli animali, delle pelli, di oggetti di antica fattura, vimini, cocci e stoffe ricamate.

All’interno dell’antico “Granaione” sono organizzate le “godende” (banchetti medievali con spettacolo di musici, giocolieri, novellatori e duellanti) e le cene povere, che riprendono la tradizionale alimentazione del popolo a base di legumi, cacciagione e verdure.
Ma, quanto a godenda, tutto il paese è disseminato di banchetti di ristoro dai quali spandono per le viuzze ogni genere di profumi di carni e spezie.

Per un tuffo nella nostra storia…

PS: per raggiungere le Serre di Rapolano uscire dall’A1 a Valdichiana e seguire le indicazione per Siena. Il bivio per le Serre è a circa 15 Km.

Buon viaggio!

Elisabetta Colona
www.elisabettaviaggi.com
elisabetta.colona@evolutiontravel.it

La stagione ci invita ad uscire di casa, il tepore del sole ci suggerisce di fare due passi all’aperto ed è per questo che vorrei consigliarvi una meta straordinaria e, ho scoperto, ben poco nota.

Ostia Antica: la ritengo il più bel sito archeologico d’Italia e forse d’Europa. Malgrado la nostra terra trasudi di storia non ho trovato un altro luogo tanto ricco ed affascinante.
Fondata nel settimo secolo a.C. è stato il porto di Roma, città di scambi commerciali e di sfruttamento delle saline; è stata dunque fiorente e le rovine ancora ne lasciano intravedere l’antico splendore.
Come per molti siti archeologici, ci vuole un po’ di sforzo immaginativo, ma molte costruzioni sono decisamente in ottime condizioni (soprattutto se si pensa che sono passati più di 2500 anni dalla loro prima edificazione).

Il teatro, per esempio, è una delle prime meraviglie che vengono incontro al visitatore: costruito nel 1° secolo a.C., poi “rimodernato” (se posso usare questo termine!) nel 2° secolo d.C. , è stato oggi interamente restaurato ed è tutt’oggi utilizzato per la messinscena di varie opere: una cornice magica ed affascinante, dotata di un’ottima acustica, e per questo scelta per la realizzazione di spettacoli teatrali, di danza, di opere liriche e concerti.
Io ho avuto la fortuna di assistere, quasi per caso, all’esibizione (era una prova generale) di un quartetto d’archi… provate ad immaginare quale fantastica atmosfera.

Seguendo il decumano, la via principale, che attraversa la città si visitano poi i negozi e le relative abitazioni dei mercanti, una lavanderia, un tempio (il mitreo), ed un vero e proprio bar dell’antichità! Molti dei pavimenti sono ricoperti di mosaici in bianco e nero raffiguranti i simboli delle corporazioni, innumerevoli abitanti più o meno fantasiosi degli abissi, divinità e altri motivi decorativi.
Quasi al termine della vostra passeggiata vi troverete nella piazza principale, il foro, troneggiata dal Capitolium, il tempio della città e dalla quale si accede alle terme con le tipiche zone di calidarium, tepidarium e frigidarium.
Un vero e proprio tuffo nel passato.

Una passeggiata incantevole nel verde, fiancheggiati dai secolari pini tipici delle coste mediterranee che offrono un po’ d’ombra e di profumo (se poi ci andrete d’estate, non mancherà il concerto permanente delle cicale!).

E’ un luogo che non perdo occasione di visitare e di far conoscere ad amici, che pur vivendo a Roma, non hanno mai visto. Per questo ve ne ho voluto parlare, è davvero favoloso!
Capisco che per un turista sia una meta secondaria alle mille attrazioni che Roma offre, ma vi garantisco che ne sarete entusiasti.

Fra l’altro, la zona archeologica è aperta anche la domenica pomeriggio, quando quasi tutti i musei romani sono chiusi (mentre è chiusa il Lunedì) ed è anche ben collegata: il “trenino” che dalla Piramide Cestia (dove si trova una delle stazioni della Metropolitana romana) porta ad Ostia, ferma proprio vicino all’ingresso.

Che altro dire…

Buona passeggiata a tutti

Elisabetta Colona
www.elisabettaviaggi.com
elisabetta.colona@evolutiontravel.it

Dal primo giorno in cui siamo arrivate a Varadero, li abbiamo visti sfrecciare.
Sono buffissimi: i Taxi a forma di noce di cocco..e da li il loro nome.


E’ un modo originale di portare a spasso i turisti e meno faticoso delle biciclette a risho che sono il loro antenato. Buffo anche il fatto che per legge sono considerati metà motocicletta, e infatti chi guida ha il casco, e metà macchina perché i passeggeri dietro non lo devono mettere.

L’ultimo giorno della nostra bellissima vacanza  Cubana, a poche ore dal rientro in Italia non abbiamo resistito e l’abbiamo preso, da Piazza del Campidoglio a Piazza della Rivoluzione e ritorno.
Che ridere..sfrecciare in mezzo alle macchine tra la polvere che ti inonda, gli scarichi che sono quasi al tuo livello e le buche per strada che sono una delizia in un mezzo non ammortizzato !
Chi le guida è un mago perché riesce  a svicolare come se avesse il più piccolo dei motorini e riesce a infilarsi in mezzo al traffico in modo incredibile..
Il tragitto è durato meno di 10 minuti ma siamo arrivate stremate alla meta e dopo qualche foto , il nostro simpaticissimo autista ci ha riportato indietro.
Ho rischiato 2 volte di volare fuori  perché le curve prese a velocità sostenuta ti sballottano incredibilmente e ti puoi tenere giusto al sedile..
Certo vissuto da turista è “pittoresco” ma certamente per chi vive di questo lavoro non deve essere altrettanto piacevole.

Il traffico di Havana è piuttosto caotico con molti mezzi che hanno scarichi  tremendi e doverli respirare tutti i giorni non è certo salutare… ma è solo una delle tante sfaccettature di un Paese bellissimo e difficile al tempo stesso.

Marica Astazi
www.agenzia-vacanze.com

20 Febbraio 2009
La Tunisia è molto conosciuta ed ormai la si può definire una destinazione “di massa”,  eppure possiamo dirvi che abbiamo provato ugualmente delle belle emozioni, conserviamo ricordi piacevolissimi. Dopotutto ogni angolo del nostro pianeta, anche quello che si crede più scontato, può celare incredibili sorprese!

Il mare è bello, il relax assicurato, e gli hotel o i villaggi super serviti non mancano, vogliamo quindi raccontarvi qualcosa di diverso, provato in comuni escursioni.

Abbiamo visitato l’ isola di Djerba e siamo davvero rimasti affascinanti dal museo di cultura popolare, in un ambientazione panoramica e caratteristica ci hanno accolto e stupito i tantissimi “diorami” a grandezza naturale raffiguranti le attività e le tradizioni più antiche, in parte ancora oggi vive, scene di vita rappresentanti uno spaccato reale che ci ha fatto sentire più vicini e comprendere meglio le persone che ci hanno ospitati nella loro isola Non abbiamo resistito a fare anche noi l’ immancabile cammellata nel deserto, nonostante fossimo (e siamo) convinti che sia solo un modo per “spremere” per benino i turisti ed affaticare quei poveri animali che certamente si divertono molto meno, il richiamo è stato più forte: quelle dune e la sabbia bianca quasi accecante di quel deserto erano davvero una tentazione troppo forte. Risultato: ai cammelli (che in realtà erano dromedari) mancava solo la parola, davvero simpatici; il deserto è meraviglioso, lo sguardo si perde a vista d’ occhio, in una parola è un incanto, noi però ci siamo ricoperti di sabbia oltre ad essere ”imbragati” in un’ assurda tragicomica mise similbeduina… Abbiamo anche incontrato una volpina del deserto, piccolissima, morbidissima e con grandi, enormi orecchione, anche lei purtroppo sfruttatissima per la solita foto di rito (alla quale anche noi non abbiamo rinunciato, dando un piccolo riconoscimento al ragazzino che l’ aveva scovata e portata), credeteci, tenere in braccio un animaletto così dolce riempie il cuore di tenerezza.

 Ci siamo poi divertiti ad immedesimarci negli eroi di “Star Wars“, abbiamo infatti visto Matmata, luogo dall’ aspetto lunare dove le persone più povere e isolate, nei secoli, hanno costruito case trogloditiche scavate nella roccia, creando una sorta di crateri sotterranei, in parte ancora oggi abitate. Qui hanno girato alcune scene del film, ed il set è ricordato con tanti “cimeli” rimasti en plain-air. Fuori caldo torrido, ambiente arido, dentro frescura e riparo e vecchietti ospitali. Ci sono tante altre cose da vedere e da fare, ma già in una settimana è possibile godersi la classica vacanza balneare abbinandola a momenti di divertimento e scoperta, imparando ed apprezzando qualcosa del posto :)

Sabrina Bignotti e Angelo Tarallo

sabrina.bignotti@evolutiontravel.it

www.servizituristici.net

 

 

 

 

C’è un posto nel mondo dove almeno una volta nella vita abbiamo voluto essere. Un posto che abbiamo sempre sognato, visto lontano, ma che finalmente si stava avvicinando.

Il sole e l’acqua del mare pizzicavano la mia pelle già ustionata nei giorni precedenti, ma lo spettacolo che avevo davanti ai miei occhi era troppo bello per non gustarmelo fino in fondo. Ero in piedi sulla prua del traghetto, vento, sole e acqua addosso, ma a pochi km di distanza rocce calcaree ricche di una vegetazione fittissima si incastonavano in acque color turchese e mi preannunciavano lo spettacolo che da lì a poco avrei vissuto.

Ero arrivato alle Phi Phi Island.

L’arcipelago è formato da due isole, la più grande Phi Phi Don che è anche l’unica abitata e ha un strana forma a farfalla e Phi Phi Leh più piccola, disabitata perchè riserva naturale. Sull’isola è in parte ancora evidente il passaggio dello tsunami arrivato due anni prima; lo si può notare dalle numerose palme abbattute, dalle foto che ricordano precedenti strutture presenti, ma ad oggi tutto è stato ricostruito e l’isola ha ripreso la sua bellezza, alcuni dicono che è ancora più bella perchè il passaggio dello tsunami l’ha ripulita in tutti i sensi. L’isola di per se offre poco, un piccolo centro molto caratteristico, poche strutture (noi abbiamo optato per le ben più caratteristiche ed economiche guest house), alcuni ristoranti, e numerosi bar affacciati al mare dove le persone ogni sera si ritrovano per gustarsi un aperitivo e ascoltare della buona musica con una cornice unica sullo sfondo. E’ un qualcosa di veramente indimenticabile e che rimarrà indelebile nella mia mente. Per il resto poche attrazioni e divertimenti, ma le sue spiagge, il suo mare e la natura che le circondano sono talmente impressionanti che vale assolutamente la pena fare migliaia di km e trovarsi in quel posto in quel momento. Per un momento caos, rumore e confusione possono aspettare.

Poco distante dall’isola principale ecco la sorella minore, Phi Phi Ley raggiungibile solo attraverso imbarcazioni (naturalmente vi consiglio di accordarvi con uno dei tanti pescatori locali che ormai hanno sostituito il loro lavoro principale con quello di taxisti di mare sicuramente ben più remunerato). Tutti sanno che l’isola è celebre per la sua fantastica spiaggia di Maya Beach una cartolina alla luce del sole, ma io voglio parlarvi di un’altra spettacolare spiaggia dell’isola denominata “Laguna Blu”. Non è altro che un’insenatura profonda intagliata nella roccia, con in fondo una piccola spiaggia, non affollata e contornata da scogliere alte anche 30/40 metri a strapiombo sul mare. Qui l’effetto sole e ombra che le rocce formano è incantevole e regalano dei colori e delle sfumature uniche. Lo specchio di mare quasi completamente racchiuso dalle scogliere di pietra calcarea, con le sue acque color turchese e verde smeraldo è una perfetta immagine da ritagliare e incollarsi nella mente. Per non parlare poi della fauna presente: pesci di qualsiasi colore e taglia, pesci pagliaccio, farfalla, imperatore, pappagallo, murene e tanto altro ancora. Per uno che fino ad allora di snorkeling ne aveva solo sentito parlare, trovarsi di colpo faccia a faccia con questi animali è stata una grande emozione, sembrava proprio di essere finiti dentro un’acquario.

E poi che dire della sera, ritornare di nuovo sull’isola maggiore dopo una giornata passata sempre in mare aperto, ritornare bruciati dal sole e salati dall’acqua del mare, stanchi morti per la giornata appena trascorsa, ma forti di quell’esperienza unica che una giornata del genere ti aveva lasciato. Ora non restava altro da fare che prendersi il solito aperitivo delle 7.00, gustarsi un’altra sigaretta e guardare in lontananza il sole scomparire all’orizzonte.

Le Phi Phi Island sono un posto unico al mondo, il posto dove tutti abbiamo almeno per una volta sognato di essere.

Coredo (m.830) è situato al centro del pittoresco Altopiano della Predaia di fronte alle Dolomiti di Brenta nella Valle di Non le cui pendici sono coltivate a meleto. Vanta un’antica tradizione turistica e una posizione incomparabile per il suo clima asciutto e salubre, per l’ampiezza d’orizzonte, per gli scorci panoramici. E’ un luogo ideale per trascorrere una vacanza, estiva o invernale che sia. L’estate a Coredo offre una lunga stagione all’insegna dello sport e del relax.

Le attività che si possono svolgere sono naturalmente tantissime, la gran parte legate al territorio, alla natura, alla storia, all’agricoltura…I suoi magnifici boschi di conifere, adiacenti all’abitato e le sue verdi praterie offrono un gran numero di comode passeggiate e di facili escursioni attraverso boschi e campi e i piccoli laghetti, organizzati per la pesca sportiva, itinerari in mountain bike, golf, equitazione che ben si prestano a chi vuole trascorrere delle giornate all’ insegna della natura e del relax.

A pochi minuti, sull’altopiano della Predaia, definita “balcone sulle Dolomiti del Brenta” non sono stati dimenticati gli adolescenti disposti sempre alle sfide , per loro è stato realizzato il Sores Park, Parco Avventura con i percorsi sospesi tra i rami delle alte conifere dove è assicurata la massima sicurezza.

E’ un luogo di turismo che offre ospitalità genuina e viva tradizione con un’ agricoltura rispettosa dei cicli naturali , ritmi e le tradizioni contadine, le fasi della natura agreste con lo spettacolo dei meli in fiore in maggio, e il periodo della raccolta frutti in autunno.

Durante il periodo estivo è organizzata un’animazione costante, sia per gli adulti che per i bambini, da parte di uno staff di animatori professionisti. Numerose sono poi le rassegne e le feste in programma.

D’inverno, a pochi minuti di automobile, sull’Altopiano della Predaia, grandi e piccini possono cimentarsi nello sci da discesa, lo sci da fondo, slittino o una giornata rilassante tra piscine, idromassaggi, saune in uno stupendo centro benessere.

Una vancanza ideale per famiglie con bambini, gruppi di giovani che amano trascorrere le vacanze in montagna nel cuore della natura, ai meno giovani che apprezzano la pace e a tranquillità che si possono trovare solo durante una passeggiata tra i larici, per chi ama lo sport ed il tempo libero.

Il posto ideale dove trascorrere la propria vacanza!

Gabriele Carenzi
gabriele.carenzi@evolutiontravel.it
www.viaggi-vantaggi.com

14 Febbraio 2009

Ferrari in Pista, adrenalina pura :-)

Poco tempo a disposizione e molta voglia di grandi emozioni? Non occorre andare lontano, basta una giornata, qualche ora e puoi essere subito protagonista di un’ incredibile avventura, da ricordare e raccontare.

Ripensando alla splendida esperienza che abbiamo provato, e che ripeteremmo subito senza pensarci due volte, avvertiamo ancora un brivido lungo la schiena..come se fossimo di nuovo lì, in pista, a bordo della rossa, una mitica Ferrari Challenge, la 360 Modena

Veneto, circuito di Adria (Ro), un pomeriggio di primavera. Il cielo è terso, il rombo dei motori in pista, e quello delle vetture all’ ingresso  pronte ad effettuare il  giro, risuona fragoroso nell’ aria, fino ad arrivare a noi che siamo in piedi ad aspettare sugli spalti il nostro turno. Osserviamo stupiti le vetture, paiono piccole e sfrecciano davanti ai  nostri occhi, cerchiamo di registrare l’ immagine con la videocamera, ma è difficile, le auto in curva sono quasi impercettibili e le nostre gambe iniziano a tremare. Rinunciamo al video, ci guardiamo stando in silenzio e ci capiamo. Non vogliamo ammetterlo, ma ci sentiamo come bimbi curiosi, ugualmente impauriti ed eccitati. Non è che l’ inizio, finalmente ci  chiamano, è ora.

Da non crederci, una Ferrari fiammante è lì per noi, e non una qualsiasi ma un modello da corsa, un’ auto da Campionato.
No, non guidiamo noi, il gioiellino ha 400cv e vola a 300km/h. Un fantastico pilota istruttore è al posto di guida, pronto per farci provare alcuni giri al suo fianco, condividendo con noi questo momento. Ci infiliamo casco e sottocasco, e un pò goffamente, uno alla volta, cerchiamo di nascondere la paura della prima volta infilandoci nell’ abitacolo, sistemandoci su quello strano sedile allestito ad hoc per l’ occasione, ma sappiamo che il tutto si svolge in assoluta sicurezza, quindi prendiamo coraggio e.. via!
 
Quanto successo dopo è difficile da descrivere: il cuore a mille, le immagini che si confondono davanti agli occhi, i segni sulla pista che ci ricordano le gare viste in tv, il rumore così unico, il casco che vibra per  la velocità, il tempo che ci sembra scorrere velocissimo.. Possiamo solo dire  che è stata vera adrenalina, pochi minuti per un’ esperienza unica.

 E’ un’ idea diversa dal solito, per trascorrere una giornata incredibile, da soli o in compagnia. Da provare in vari luoghi, ognuno diverso.
La consigliamo anche come proposta regalo, per festeggiare con originalità e divertimento puro un momento importante.

Sabrina Bignotti e Angelo Tarallo

sabrina.bignotti@evolutiontravel.it

www.servizituristici.net


 

Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia
seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte
del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a
visitare San Paolo per motivi d’affari. Chiamai da Rio de Janeiro
un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio
all’aeroporto cittadino di Conghognas una domenica sotto un diluvio
tropicale
. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e
quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo
l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi, quartiere
bene di San Paolo. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera
decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’
italiana
…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5
milioni
.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante
allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano
in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente,
avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.

Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare
Paulisti almeno per un giorno.

In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata
di auto” ci si reca. Invece a San Paolo la spiaggia di moda durante il
periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio)
è il centro
commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai
ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi
invernali.

Dentro a questo “quadrato di cemento”  non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora
di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un  manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno
dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci
all’alba.

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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari. Chiamai da Rio de Janeiro un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi, quartiere bene di San Paolo. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’ italiana…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.

Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.

In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio) è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.

Dentro a questo “quadrato di cemento” non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.

13 Febbraio 2009

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Correva l’anno 2002 quando, per visionare l’hotel che un cliente doveva acquistare, ci recammo a Natal. A quel tempo, non esisteva il volo diretto per la città, infatti si doveva far scalo a Rio de Janeiro. Colsi dunque l’occasione per far visita ad alcuni amici brasiliani.

Arrivammo in tarda serata a Rio de Janeiro dove, ad attenderci, c’era il mitico Joao che non ci portò al solito hotel di Copacabana, bensì in un nuovo hotel nel quartiere glamour di Ipanema. Scelsi proprio io quella location, perché ero stanco di soggiornare sempre a Copacabana e volevo “cambiare aria”. Il nuovo hotel era fronte Oceano nella Avenida Viera Souto, il lungomare di Ipanema, a pochi passi dall’altra famosa spiaggia di Rio: Leblan. La sistemazione era ottimale per me, mentre i miei amici preferivano la spiaggia cosmopolita di Copacabana.

Ormai si era fatta ora di cena e il quartiere di Ipanema pullula di locali famosi pronti a soddisfare l’appetito. Purtroppo, in questo caso ho dovuto cedere al parere della maggioranza e tornare a Copacabana da Marius, nota Churascaria di pesce o carne.

All’indomani mi alzai presto perché dovevamo andare ad acquistare i biglietti per Natal. A colazione Joao mi raccontò che, un suo amico, era diventato il presidente di una nuova compagnia aerea che arrivava proprio a Natal con prezzi vantaggiosi. Feci due conti e pensai “prezzi vantaggiosi + amico di Joao = si vola gratis” ma non era esattamente così. Partimmo per la Downtown e durante il tragitto in taxi Joao mi chiese se avevo portato il passaporto; alla mia risposta negativa Lui disse al taxi di tornare all’ hotel per recuperare quel documento. (prima disavventura).

Preso il passaporto, tornammo verso il downtown ma a causa del traffico si era intenso lasciammo il taxi e prendemmo la metropolitana.

Finalmente riuscimmo a raggiungere l’agenzia e ad acquistare i biglietti, quindi tornammo in hotel per il meritato relax.

La mattina seguente, l’orario di partenza del volo per Natal era fissato alle 10.30. Arrivammo in largo anticipo all’aeroporto per fare il check-in e per dare un’ultima occhiata alla documentazione per l’acquisto dell’ hotel. Durante l’attesa uno speaker all’altoparlante annunciò che il volo sarebbe partito con mezz’ora di ritardo; ci guardammo e pensammo “va beh mezz’ora è sopportabile!!” (seconda disavventura). Trascorsa mezz’ora l’altoparlante riprese: “per motivi tecnici il volo per Natal verrà posticipato alle 15.30 ”. Purtroppo non partimmo neppure alle 15.30 ma alle 17.00 col volo di un’altra compagnia brasiliana.

A Natal, una metropoli di circa 1 milione di abitanti, ci aspettava il proprietario dell’ hotel. Come la maggior parte delle città brasiliane anche Natal ha un sopranome: “Cidade do sol”.

Dopo cena raggiungemmo la spiaggia di Ponta Negra, fulcro della movida e della vita notturna della metropoli.

Il giorno dopo visitammo l’hotel da acquistare e avanzammo un’offerta. La struttura era in riva ad una laguna…una immagine bucolica. Era così terminato il viaggio di lavoro. Gli ultimi giorni che precedevano il rientro in Italia li dedicammo al completo relax.