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Ci siamo innamorati di Malta, la piccola grande isola nel cuore del Mediterraneo. 7000 anni di storia, un mix di culture e tradizioni che creano un ponte tra antico e moderno, oriente ed occidente, tra tante meravigliose testimonianze storiche ed architettoniche degne di nota, molte inserite nel Patrimonio Unesco.

Un mare blu cristallino che alterna lingue di sabbia fine a scogli e formazioni rocciose che assumono buffi profili o affascinano per la loro particolarità.

Un mondo marino ancora incontaminato ideale per il diving ma anche per il più tranquillo snorkelling, ed ogni altro sport acquatico immaginabile, in uno scenario di suggestiva bellezza.

Un’ isola che può regalre relax e paesaggi incantati, sempre vari da Nord a Sud senza tralasciare i meravigliosi isolotti di Gozo e Comino, un’ isola che può anche stupire per la convivialità, per i tanti eventi e manifestazioni musicali e folkloristici, per i locali e i divertimenti, per la sua internazionalità. Belle passeggiate su lungomari romantici, panoramici ed eleganti.

Malta è anche l’ isola dei film, qui moltissimi registi hanno ambientato film mitici quali Troy e il Gladiatore, perchè non visitare quest’ isola seguendo i luoghi cinematografici o direttamente i Film Studios, per un’ esperienza diversa e originale, senza dimenticare il famoso e simpatico villaggio di Popeye, dove è stato ambientato l’ omonimo celebre film.

Non dimentichiamo la cucina, ottima e varia, per tutti i palati e tutte le tasche, non c’è che da sbizzarrirsi tra le tante possibilità offerte.
Una vacanza sempre diversa, sempre nuova ed emozionante, decisamente anti noia!

Curiosa le nostre offerte Malta: http://tuttomare.servizituristici.net

 

 

 

Dal primo giorno in cui siamo arrivate a Varadero

, li abbiamo visti sfrecciare.

Sono buffissimi: i Taxi a forma di noce di cocco

E’ un modo originale di portare a spasso i turisti e meno faticoso delle biciclette a risho che sono il loro antenato. Buffo anche il fatto che per legge sono considerati metà motocicletta

, e infatti chi guida ha il casco, e metà macchina

perché i passeggeri dietro non lo devono mettere.

L’ultimo giorno della nostra bellissima vacanza  Cubana, a poche ore dal rientro in Italia non abbiamo resistito e l’abbiamo preso, da Piazza del Campidoglio a Piazza della Rivoluzione e ritorno.

Che ridere..sfrecciare in mezzo alle macchine tra la polvere che ti inonda, gli scarichi che sono quasi al tuo livello e le buche per strada che sono una delizia in un mezzo non ammortizzato !

Chi le guida è un mago perché riesce  a svicolare come se avesse il più piccolo dei motorini e riesce a infilarsi in mezzo al traffico in modo incredibile..
Il tragitto è durato meno di 10 minuti ma siamo arrivate stremate alla meta e dopo qualche foto , il nostro simpaticissimo autista ci ha riportato indietro.

Ho rischiato 2 volte di volare fuori  perché le curve prese a velocità sostenuta ti sballottano incredibilmente e ti puoi tenere giusto al sedile..

Certo vissuto da turista è “pittoresco” ma certamente per chi vive di questo lavoro non deve essere altrettanto piacevole.

Il traffico di Havana

è piuttosto caotico con molti mezzi che hanno scarichi  tremendi e doverli respirare tutti i giorni non è certo salutare… ma è solo una delle tante sfaccettature di un Paese bellissimo e difficile al tempo stesso.

Marica Astazi

www.agenzia-vacanze.com

20 febbraio 2009

Il mare è bello, il relax assicurato, e gli hotel o i villaggi super serviti non mancano, vogliamo quindi raccontarvi qualcosa di diverso

, provato in comuni escursioni.

Abbiamo visitato l’ isola di Djerba

e siamo davvero rimasti affascinanti dal museo di cultura popolare

, in un ambientazione panoramica e caratteristica ci hanno accolto e stupito i tantissimi “diorami” a grandezza naturale raffiguranti le attività e le tradizioni più antiche, in parte ancora oggi vive, scene di vita rappresentanti uno spaccato reale che ci ha fatto sentire più vicini e comprendere meglio le persone che ci hanno ospitati nella loro isola Non abbiamo resistito a fare anche noi l’ immancabile cammellata nel deserto

, nonostante fossimo (e siamo) convinti che sia solo un modo per “spremere” per benino i turisti ed affaticare quei poveri animali che certamente si divertono molto meno, il richiamo è stato più forte: quelle dune e la sabbia bianca quasi accecante di quel deserto erano davvero una tentazione troppo forte.

Risultato: ai cammelli (che in realtà erano dromedari) mancava solo la parola, davvero simpatici; il deserto è meraviglioso, lo sguardo si perde a vista d’ occhio, in una parola è un incanto, noi però ci siamo ricoperti di sabbia oltre ad essere ”imbragati” in un’ assurda tragicomica mise similbeduina… Abbiamo anche incontrato una volpina del deserto,

piccolissima, morbidissima e con grandi, enormi orecchione, anche lei purtroppo sfruttatissima per la solita foto di rito (alla quale anche noi non abbiamo rinunciato, dando un piccolo riconoscimento al ragazzino che l’ aveva scovata e portata), credeteci, tenere in braccio un animaletto così dolce riempie il cuore di tenerezza.

C’è un posto nel mondo dove almeno una volta nella vita abbiamo voluto essere. Un posto che abbiamo sempre sognato, visto lontano, ma che finalmente si stava avvicinando.

Il sole e l’acqua del mare pizzicavano la mia pelle già ustionata nei giorni precedenti, ma lo spettacolo che avevo davanti ai miei occhi era troppo bello per non gustarmelo fino in fondo. Ero in piedi sulla prua del traghetto, vento, sole e acqua addosso, ma a pochi km di distanza rocce calcaree ricche di una vegetazione fittissima si incastonavano in acque color turchese e mi preannunciavano lo spettacolo che da lì a poco avrei vissuto.

Ero arrivato alle Phi Phi Island.

L’arcipelago è formato da due isole, la più grande Phi Phi Don che è anche l’unica abitata e ha un strana forma a farfalla e Phi Phi Leh più piccola, disabitata perchè riserva naturale. Sull’isola è in parte ancora evidente il passaggio dello tsunami arrivato due anni prima; lo si può notare dalle numerose palme abbattute, dalle foto che ricordano precedenti strutture presenti, ma ad oggi tutto è stato ricostruito e l’isola ha ripreso la sua bellezza, alcuni dicono che è ancora più bella perchè il passaggio dello tsunami l’ha ripulita in tutti i sensi. L’isola di per se offre poco, un piccolo centro molto caratteristico, poche strutture (noi abbiamo optato per le ben più caratteristiche ed economiche guest house), alcuni ristoranti, e numerosi bar affacciati al mare dove le persone ogni sera si ritrovano per gustarsi un aperitivo e ascoltare della buona musica con una cornice unica sullo sfondo. E’ un qualcosa di veramente indimenticabile e che rimarrà indelebile nella mia mente. Per il resto poche attrazioni e divertimenti, ma le sue spiagge, il suo mare e la natura che le circondano sono talmente impressionanti che vale assolutamente la pena fare migliaia di km e trovarsi in quel posto in quel momento. Per un momento caos, rumore e confusione possono aspettare.

Coredo (m.830)

è situato al centro del pittoresco Altopiano della Predaia di fronte alle Dolomiti di Brenta nella Valle d

i Non

le cui pendici sono coltivate a meleto. Vanta un’antica tradizione turistica e una posizione incomparabile per il suo clima asciutto e salubre, per l’ampiezza d’orizzonte, per gli scorci panoramici. E’ un luogo ideale per trascorrere una vacanza, estiva o invernale che sia.

L’estate a Coredo offre una lunga stagione all’insegna dello sport e del relax.

Le attività che si possono svolgere sono naturalmente tantissime, la gran parte legate al territorio, alla natura, alla storia, all’agricoltura…I suoi magnifici boschi di conifere

, adiacenti all’abitato e le sue verdi praterie

offrono un gran numero di comode passeggiate e di facili escursioni

attraverso boschi e campi e i piccoli laghetti, organizzati per la pesca sportiva, itinerari in mountain bike, golf, equitazione che ben si prestano a chi vuole trascorrere delle giornate all’ insegna della natura e del relax.

A pochi minuti, sull’altopiano della Predaia

, definita “balcone sulle Dolomiti del Brenta” non sono stati dimenticati gli adolescenti

disposti sempre alle sfide , per loro è stato realizzato il Sores Park, Parco Avventura con i percorsi sospesi tra i rami delle alte conifere dove è assicurata la massima sicurezza.

E’ un luogo di turismo che offre ospitalità genuina e viva tradizione con un’ agricoltura rispettosa dei cicli naturali ,

ritmi e le tradizioni contadine, le fasi della natura agreste con lo spettacolo dei meli in fiore in maggio, e il periodo della raccolta frutti in autunno.

Durante il periodo estivo è organizzata un’animazione costante, sia per gli adulti che per i bambini, da parte di uno staff di animatori professionisti. Numerose sono poi le rassegne e le feste in programma.

D’inverno, a pochi minuti di automobile, sull’Altopiano della Predaia, grandi e piccini possono cimentarsi nello sci da discesa, lo sci da fondo, slittino o una giornata rilassante tra piscine, idromassaggi, saune in uno stupendo centro benessere.

Una

vancanza ideale per famiglie con bambini

, gruppi di giovani

che amano trascorrere le vacanze in montagna nel cuore della natura, ai meno giovani che apprezzano la pace e a tranquillità che si possono trovare solo durante una passeggiata tra i larici, per chi ama lo sport ed il tempo libero.

Il posto ideale dove trascorrere la propria vacanza!

Gabriele Carenzi
gabriele.carenzi@evolutiontravel.it

14 febbraio 2009

Ferrari in Pista, adrenalina pura :-)

Poco tempo a disposizione e molta voglia di grandi emozioni? Non occorre andare lontano, basta una giornata, qualche ora e puoi essere subito protagonista di un’ incredibile avventura

, da ricordare e raccontare.

Ripensando alla splendida esperienza

che abbiamo provato, e che ripeteremmo subito senza pensarci due volte, avvertiamo ancora un brivido lungo la schiena

..come se fossimo di nuovo lì, in pista, a bordo della rossa, una mitica Ferrari Challenge, la 360 Modena

Veneto

, circuito di Adria (Ro),

un pomeriggio di primavera. Il cielo è terso, il rombo dei motori in pista, e quello delle vetture

all’ ingresso  pronte ad effettuare il  giro

, risuona fragoroso nell’ aria, fino ad arrivare a noi che siamo in piedi ad aspettare sugli spalti

il nostro turno. Osserviamo stupiti le vetture, paiono piccole e sfrecciano davanti ai  nostri occhi, cerchiamo di registrare l’ immagine

con la videocamera, ma è difficile, le auto in curva

sono quasi impercettibili e le nostre gambe iniziano a tremare. Rinunciamo al video, ci guardiamo stando in silenzio e ci capiamo

. Non vogliamo ammetterlo, ma ci sentiamo come bimbi curiosi, ugualmente impauriti ed eccitati. Non è che l’ inizio

, finalmente ci  chiamano, è ora.

Da non crederci, una Ferrari fiammante

è lì per noi, e non una qualsiasi ma un modello da corsa

, un’ auto da Campionato.
No, non guidiamo noi, il gioiellino ha 400cv e vola a 300km/h

. Un fantastico pilota istruttore è al posto di guida, pronto per farci provare alcuni giri al suo fianco, condividendo con noi questo momento. Ci infiliamo casco

e sottocasco, e un pò goffamente, uno alla volta, cerchiamo di nascondere la paura della prima volta infilandoci nell’ abitacolo, sistemandoci su quello strano sedile allestito ad hoc per l’ occasione, ma sappiamo che il tutto si svolge in assoluta sicurezza

, quindi prendiamo coraggio e.. via!
 
Quanto successo dopo è difficile da descrivere: il cuore a mille

, le immagini che si confondono davanti agli occhi, i segni sulla pista che ci ricordano le gare viste in tv, il rumore così unico, il casco che vibra per  la velocità, il tempo che ci sembra scorrere velocissimo.. Possiamo solo dire  che è stata vera adrenalina

, pochi minuti per un’ esperienza unica .

 E’ un’ idea diversa

dal solito, per trascorrere una giornata incredibile

, da soli o in compagnia. Da provare in vari luoghi, ognuno diverso.

La consigliamo anche come proposta regalo

, per festeggiare con originalità e divertimento puro un momento importante.

Sabrina Bignotti e Angelo Tarallo

www.servizituristici.net

 

Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia
seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte

del mio tempo…

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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari.

Chiamai da Rio de Janeiro

un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas

una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi, quartiere bene di San Paolo. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli

un po’ italiana

…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni

.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante

allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Dentro a questo “quadrato di cemento”

non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un

manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.

13 febbraio 2009

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Correva l’anno 2002 quando, per visionare l’hotel che un cliente doveva acquistare, ci recammo a Natal. A quel tempo, non esisteva il volo diretto per la città, infatti si doveva far scalo a Rio de Janeiro. Colsi dunque l’occasione per far visita ad alcuni amici brasiliani.

Arrivammo in tarda serata a Rio de Janeiro dove, ad attenderci, c’era il mitico Joao che non ci portò al solito hotel di Copacabana, bensì in un nuovo hotel nel quartiere glamour di Ipanema. Scelsi proprio io quella location

, perché ero stanco di soggiornare sempre a Copacabana e volevo “cambiare aria”. Il nuovo hotel era fronte Oceano nella Avenida Viera Souto, il lungomare di Ipanema, a pochi passi dall’altra famosa spiaggia di Rio: Leblan. La sistemazione era ottimale per me, mentre i miei amici preferivano la spiaggia cosmopolita di Copacabana.

Ormai si era fatta ora di cena e il quartiere di Ipanema pullula di locali famosi pronti a soddisfare l’appetito. Purtroppo, in questo caso ho dovuto cedere al parere della maggioranza e tornare a Copacabana da Marius,

nota Churascaria di pesce o carne.

All’indomani mi alzai presto perché dovevamo andare ad acquistare i biglietti per Natal. A colazione Joao mi raccontò che, un suo amico, era diventato il presidente di una nuova compagnia aerea che arrivava proprio a Natal con prezzi vantaggiosi. Feci due conti e pensai “prezzi vantaggiosi + amico di Joao = si vola gratis

” ma non era esattamente così. Partimmo per la Downtown e durante il tragitto in taxi Joao mi chiese se avevo portato il passaporto; alla mia risposta negativa Lui disse al taxi di tornare all’ hotel per recuperare quel documento. (prima disavventura).

Preso il passaporto, tornammo verso il downtown ma a causa del traffico si era intenso lasciammo il taxi e prendemmo la metropolitana.

Finalmente riuscimmo a raggiungere l’agenzia e ad acquistare i biglietti, quindi tornammo in hotel per il meritato relax.

La mattina seguente, l’orario di partenza del volo per Natal era fissato alle 10.30. Arrivammo in largo anticipo all’aeroporto per fare il check-in e per dare un’ultima occhiata alla documentazione per l’acquisto dell’ hotel. Durante l’attesa uno speaker all’altoparlante annunciò che il volo sarebbe partito con mezz’ora di ritardo; ci guardammo e pensammo “va beh mezz’ora è sopportabile!!

” (seconda disavventura). Trascorsa mezz’ora l’altoparlante riprese: “per motivi tecnici il volo per Natal verrà posticipato alle 15.30

”. Purtroppo non partimmo neppure alle 15.30 ma alle 17.00 col volo di un’altra compagnia brasiliana.

A Natal, una metropoli di circa 1 milione di abitanti, ci aspettava il proprietario dell’ hotel. Come la maggior parte delle città brasiliane anche Natal ha un sopranome: “Cidade do sol”.

Dopo cena raggiungemmo la spiaggia di Ponta Negra, fulcro della movida e della vita notturna della metropoli.

Il giorno dopo visitammo l’hotel da acquistare e avanzammo un’offerta. La struttura era in riva ad una laguna…una immagine bucolica. Era così terminato il viaggio di lavoro. Gli ultimi giorni che precedevano il rientro in Italia li dedicammo al completo relax.

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Il Brasile, durante il 2002-2003 era divenuta la mia seconda casa, come diceva mio padre, visto che trascorrevo lì la maggior parte del mio tempo…

Per la prima volta, nel giugno del 2003, mi trovai a visitare San Paolo per motivi d’affari. Chiamai da Rio de Janeiro

un amico di San Paolo e mi feci prenotare un albergo.

Arrivai assieme ai colleghi di lavoro e di viaggio all’aeroporto cittadino di Conghognas

una domenica sotto un diluvio tropicale. A riceverci all’aeroporto trovammo l’autista dell’albergo, e quando giungemmo in hotel c’era una bellissima sorpresa ad attenderci: Lorenzo l’amico del mio paese ed altri conoscenti!!

La hotel prenotata si trovava a Morumbi,

quartiere bene di San Paolo

. Eseguito il ceck-in e portati i bagagli in camera decidemmo di andare alla scoperta di questa Megalopoli un po’ italiana

…Ebbene sì, gli italiani residenti a San Paolo sono circa 3.5 milioni.

Il primo impatto fu per me devastante ed eccitante

allo stesso tempo; questa megalopoli con strade a 8 corsie che la attraversano in lungo e largo, mi lasciò senza fiato!.

Visitammo in auto i luoghi in cui, il giorno seguente, avremmo raggiunto per i nostri appuntamenti di lavoro.

Finito questo mini tour della città, non potevamo non diventare Paulisti almeno per un giorno.

In tutto il Brasile dove si ha il mare (oceano) a “portata di auto” ci si reca. Invece a San Paolo

la spiaggia di moda durante il periodo invernale (temperatura media 18/19°in giugno/luglio) è il centro commerciale! Lì si trova di tutto dai negozio per lo shopping, ai cinema, ai ristoranti. Il Paulista medio ci passa circa 3 domeniche su 4 durante i mesi invernali.

Dentro a questo “quadrato di cemento”

non ci rendemmo conto che era arrivata l’ora di cena.

Per la cena avevamo appuntamento con un

manager in un ristorante tipico brasiliano.

Terminata la cena tornammo in hotel, infatti, il giorno dopo ci attendeva una giornata piena di appuntamenti e dovevamo svegliarci all’alba.